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TPL e politica delle accise nel contesto della crisi energetica

 A CURA CENTRO STUDI AGENS

Prefazione

 Alla chiusura di questo scritto il quadro geo-politico è positivamente mutato essendo avvenuta la sigla di un accordo tra Iran e USA che ha posto termine alle azioni belliche nell’area del Golfo, ristabilendo la condizione di transitabilità dello stretto di Hormuz al traffico navale. È auspicio di tutti che questa condizione non sia a termine ma rappresenti un passo avanti per una duratura cessazione delle ostilità lungo la via della pace. Perché la pace è patrimonio di tutto il genere umano e fonte di stabilità, dialogo e solidarietà tra i popoli.

Il ripristino dele forniture petrolifere ha già contagiato i mercati delle commodity e quelli azionari. In particolare, la quotazione del Brent è scivolata indietro sotto gli 80 $/barile raggiungendo un valore che non si vedeva dal 3 marzo 2026.

Centodieci giorni sono trascorsi dal 28 febbraio 2026, data di inizio delle ostilità e origine di questa crisi energetica, ed adesso possiamo tracciare un bilancio di quanto abbia pesato sul settore del Trasporto Pubblico Locale questo conflitto.

Questo scritto non vuole essere, adesso, un riassunto contabile dei maggiori costi sostenuti ma un faro che illumini la condizione di fragilità che il Trasporto Pubblico ha in forza delle dipendenze energetiche possedute.

 

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171/2026: Proroga di ulteriori 10 mesi, al 14 ottobre 2026, del termine per l’esercizio della delega al Governo per la revisione del codice della strada

 

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